Terroir

In ogni vigna il rapporto fra il suolo, la luce, il calore, l’acqua, il vitigno e l’uomo rappresenta una combinazione unica e inimitabile; queste caratteristiche  vengono assorbite dalla vite e da questa passano all’uva  con la possibilità di ottenere un vino che esalti l’espressione di quel vitigno e  di quel territorio.


C’è una parola francese “TERROIR”, che non trova un termine corrispondente in italiano, che designa il legame complesso tra microclima, geologia , topografia, suolo e  vite.

 

Il ruolo del “terroir” nella qualità dei vini e degli alimenti in generale è fondamentale. Il “terroir” necessario per produrre un grande vino rosso sarà molto diverso da quello per produrre un grande vino bianco .
Dobbiamo riscoprire l’antico concetto di “vocazione” dei suoli.

 

 

 

 


Per l’espressione di un “terroir” l’apporto dell’uomo come vignaiolo e cantiniere è fondamentale; infatti si fa portavoce di tecniche derivanti sia da tradizione antica di secoli che di innovazione non dimenticando mai di rimanere solo un regista che valorizza con il proprio lavoro le caratteristiche di quella determinata vigna e che accompagna l’uva nella sua trasformazione in vino in cantina.


I primi tre fattori del “terroir” sono clima, geologia e topografia.

Il quarto fattore il suolo, dove la vite affonda le proprie radici, non è solo uno sterile supporto per la pianta, attraverso il quale l’uomo somministra alla vite l’acqua e gli elementi nutritivi di cui fabbisogna, ma è un organismo vivente.

 

Un suolo in buone condizioni contiene fino a un miliardo di microrganismi per grammo ( batteri, funghi, amebe, alghe ecc.).

Questa infinità di esseri viventi non è mescolata a caso, ma è perfettamente organizzata in una catena dove ogni anello permette l’esistenza dell’altro. Il rapporto fra le specie di questi organismi è sempre diverso in base alla geologia del suolo, al clima, alla quantità di acqua presente, ai lavori svolti dall’uomo.

 

 

 

 

 


Il sapore dell’uva e il gusto di un vino si generano attraverso i complessi rapporti che si intrecciano tra il suolo ( organismo vivente, che nutre e riceve nutrimento dalla pianta) il clima gli animali e l’uomo.


La Agricoltura Biologica agisce stimolando la formazione della sostanza organica nel suolo e  l’attività biologica di tutta la microfuana e i microrganismi presenti. Il suolo complesso e vivente può così nutrire la  pianta che potrà crescere sana e produttiva e concentrare nei propri frutti tutti gli aromi e sapori che la vite può raccogliere e concentrare da quel territorio.

La  pratica dell’ a. b . agisce sugli agroecosistemi incrementando la complessità delle aziende agricola con siepi, boschetti, inerbimenti, sovesci per meglio favorire la vita di tutti .


Un ulteriore passo viene fatto dall’agricoltura biodinamica che considera la pianta come un essere vivente immerso negli elementi terrestri del terreno e dall’atmosfera,  ma sensibile a ricevere elementi cosmici  come la luce e il calore indispensabile per la vita e la fotosintesi.

 

 

 

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